Le alternative
Partendo dall’opzione zero, attraverso una manutenzione del letto del fiume vera, coordinata e sorvegliata, che potrebbe generare un prelievo di circa 30 milioni di metri cubi (dati emersi alla conferenza di San Daniele del Friuli del giugno 2001), sono state attuate azioni di protesta e informative trasmesse a tutti i livelli istituzionali, con l’obiettivo di far sospendere, a firma del ministro Tremonti, il finanziamento di più di 6 milioni di euro destinati alla progettazione delle casse d’espansione e, di conseguenza, a fermare l’iter burocratico di assegnazione del progetto al vincitore della gara.
Nonostante questa ferma opposizione, dopo la Delibera della Giunta Regionale n. 837 del 2 aprile 2004 che premeva per la realizzazione di una cassa, l’Amministrazione Regionale ha ritenuto, a soli 20 giorni di distanza (Delibera n. 989), di perseguire questo inutile, devastante e costoso progetto.
Concordiamo pienamente con le conclusioni del prof. Roberto Passino, direttore dell’Istituto di Ricerca sulle Acque del CNR, riportate dal Corriere della Sera in un articolo dell’8 marzo 2004 (“Poca manutenzione: così siamo a rischio allagamenti”), dove si ritiene che anche il Friuli non sfug- ge alla regola che certe opere nascono per alimentare gli affari locali, a volte con la connivenza di amministratori non sempre in buona fede.
Con questo nostro opuscolo esprimiamo per l’ennesima volta la nostra contrarietà ai progetti imposti dalla Regione Friuli Venezia Giulia. Continueremo a opporci fino all’accantonamento definitivo delle casse di espansione.
La petizione n. 477/05 non è che l’ultimo atto promosso dalla nostra Associazione contro queste opere inutili e devastanti. In precedenza sono state prodotta altre petizioni, a partire già dal 1966, alla Camera dei Deputati e al Senato della Repubblica; al Parlamento europeo nel 2001 (n. 650/01); infine al Presidente della Repubblica Carlo A. Ciampi. Questo solo per citare i casi più eclatanti.
Recentemente abbiamo invitato la Commissione Europea a esprimersi con una risoluzione che ponga fine in modo definitivo alle casse di espansione, pena il ricorso alla Corte di Giustizia Europea. La risposta pervenuta ci fa ben sperare per il futuro.
Altri comitati si sono rivolti a noi per una collaborazione in merito ad altre problematiche ambientali. Quest’anno, ad esempio, nel 2007, stiamo ope- rando con il Comitato di Fiume Veneto (“Meno strada meno spreco”), nel- l’intento di respingere il progetto di una strada locale che nasconde molte incognite.
Inoltre, poiché siamo stati esclusi dalla IV Commissione Regionale dalla discussione del Disegno di Legge n. 212, che tratta la nuova Legge Regionale in materia urbanistica, un’iniziativa legale è attualmente in fase di istruttoria, in quanto riteniamo che questa esclusione costituisca una violazione delle norme sulla partecipazione dei soggetti - quali siamo noi - riconosciuti e aventi il diritto/dovere di presenziare ai procedimenti di formazione delle decisioni.
Comunicati stampa
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