Dossier della Commissione Europea

Il Gazzettino - venerdì 23 febbraio 2007

Casse d’espansione, Bruxelles apre un dossier
In seguito al reclamo presentato l’Ue intende verificare se il progetto dell’opera rispetta le norme europee

CLAUDIO ROMANZIN

La commissione europea ha aperto un dossier di reclamo sulla vicenda delle casse di espansione che la Regione intende realizzare sul Tagliamento e che può portare all’apertura di un procedimento di infrazione contro l’Italia. La notizia è stata resa pubblica alla presenza del presidente De Anna, il presi- dente della commissione Ambiente Francesconi e Bortolussi, presidente del- l'associazione ambientalista Acqua, con una lettera giunta pochi giorni prima da Bruxelles e firmata da Julio Garcìa Burgués.

E’ la risposta a un sollecito spedito a fine dicembre dalla stessa associazione, in cui si chiedeva una definizione urgente della vicenda, pena il ricorso alla Corte di Giustizia europea. «È da 11 anni - ha commentato Bortolussi - che stiamo lottando contro le cas¬se; è nostro interesse che si giunga finalmente a una soluzione della questione, specialmente dopo che una delle più importanti società di inge- gneria idraulica del mondo. la olandese Delft, ha certificato che non servo- no». Da parte sua il presidente De Anna, ha ricordato che la Provincia di Porde¬none si è già pronunciata a suo tempo sul problema con l'approvazio- ne di un ordine del giorno contrario e con la sotto¬scrizione della petizione. «Ma - ha, spiegato - questo non vuole dire che sottovalutiamo il problema, perché il problema del Tagliamento è lo stesso del Meduna, solo più in gran- de. La nostra posizione non è contraria a Latisana, ma alle casse di espansio- ne, perché noi riteniamo che, prima di realizzare un'opera... è necessario verificane la validità. Commentando la lettera, l'assessore Francesconi ha sot- tolineato che «la questione ha ormai varcato i confini nazionali e l'Unione europea si sta rendendo conto che è un problema molto importante da affrontare. Credo che ormai lo studio di soluzioni alternative alle casse sia ormai una necessità».

La posizione del fronte contrario alla realizzazione delle casse, che riunisce insieme alla Provincia e alle associazioni ambientaliste anche diversi Comuni del medio Friuli (tra cui Spilimbergo, San Daniele, Ragogna, Pinzano e Dignano), si può riassumere in tre punti, che sono anche alla base del ricor- so all'Ue: il progetto delle casse è stato realizzato in modo irregolare, senza effettuare la valutazione di impatto ambientale; il piano originale prevede- va che in contemporanea dovesse essere realizzato anche un canale scolma- tore (il Cavrato) nella bassa, che però è rimasto lettera morta; con la realiz- zazione delle opere di difesa spondale a Latisana e l'apertura del Cavrato, le casse sarebbero superflue.

MESSAGGERO VENETO - Venerdì 23 febbraio 2007

Dossier della commissione europea
Potrebbe essere il primo passo per l’apertura di una procedura di infrazione

SPlLlMBERGO. Un dossier di reclamo sulle casse di espansione. E' quanto sta preparando la Commissione europea (Direzione generale ambiente) nei con- fronti dell'Italia. La notizia è stata confermata all'associazione Acqua, dal presidente della commissione ambiente della Ue, Julio Garcìa Burguès. Una comunicazione in risposta all’istanza contro le casse di espansione presenta- ta da Acqua e che ha visto anche le firme di tre esponenti importanti del¬la Provincia: il presidente Elio De Anna, l'assessore alla Pianificazione, Renzo Francesconi, e l'ex assessore all'Ambiente Antonio Zavagno.

A rendere nota la breve comunicazione della Commissione europea è il pre- sidente di Acqua, Renzo Bortolussi, che ieri è stato ospitato nella sede della Provincia dal presidente De Anna e dall'assessore Francesconi per illustrare l'attuale situazione. «Grazie alla Provincia che ci sostiene economicamente e moralmente», ha tenuto a precisare Bortolussi, anticipando che l'ente pubblicherà presto un libro sull'associazione e sulla sua attività. L'iniziativa di Acqua è nata anche perché «da oltre un anno la commissione regionale sulle casse non si riunisce - ha ricordato Bortolussi - e non vorremmo che nel frat- tempo una nuova alluvione colpisse il territorio portandoci a incolparci reci- procamente». Il dossier della Commissione europea - all'interno del quale rientreranno anche la petizione e la documentazione inviata da Acqua - non equivale però all' apertura di una procedura di infrazione richiesta dall'associazione.... La petizione di Acqua, inviata in maggio 2005 - si fonda sulla con- vinzione che le casse di espansione non siano utili alla salvaguardia del territorio.
......condivisibile opposizione allo sbarramento nella stretta di Pinzano». Una posizione che l'associazione ha portato avanti e che è stata ribadita anche dallo studio della ditta olandese Delft, commissionato dalle ammini- strazioni comunali..... Sia Acqua, sia la Provincia, però, hanno precisato di riconoscere il rischio esondazioni e in particolare le ragioni di Latisana. «La nostra posizione - ha detto De Anna - non è contraria a Latisana, ma alle casse di espansione, perché riteniamo che, prima di realizzare un' opera, spe- cialmente se sono passati tanti anni dalla progettazione, sia necessario veri- ficarne la validità». L'assessore Francesconi, che ha ricordato l'ordine del giorno approvato dall'ente di largo San Giorgio, ha ribadito che «le soluzio- ni alternative alle casse sono una necessità. Il dossier porterà la Commissione a chiedere spiegazioni all'Italia ed è plausibile ritenere che, in caso di rispo- ste insufficienti, si apra la procedura di infrazione».

 

Il Gazzettino Martedì 16 Marzo 2010

La saga delle opere di sicurezza sul Tagliamento si arricchisce di un nuovo capitolo. Il direttivo dell’associazione ambientalistica Acqua ha deciso di portare l’intera vicenda all’attenzione della Procura della Repubblica di Udine e della Corte dei Conti di Trieste, per individuare le responsabilità di presunte irregolarità. A questo scopo ha chiesto ai due organi di controllo di essere al più presto ascoltato. Alla base ci sono alcuni comportamenti ritenuti insoliti, se non addirittura sospetti. “Bisogna partire – si sottolinea nella lettera - da due presupposti. Il primo è che da oltre un quarto di secolo esiste uno studio promosso dalla Regione e sviluppato dalla Serteco (una società di Udine) e dall’Università di Udine, che ha dimostrato come una soluzione attuabile alle esondazioni del Tagliamento nell’area di Latisana poteva essere realizzata collegando due anse del fiume a valle del canale Cavrato e con la ristrutturazione di quest’ultimo. Secondo aspetto: un altro studio risalente a cinque anni fa e commissionato dai comuni di Dignano, Pinzano, Ragogna, San Daniele, Spilimbergo e dalla Provincia di Pordenone alla società di progettazione idraulica olandese Delft, ha dimostrato che le casse d’espansione sono inutili per la messa in sicurezza di Latisana”. Dal punto di vista tecnico, quindi, le soluzioni al problema della sicurezza ci sono e sono note già da tempo. “Perché allora – si chiede l’associazione - si è insistito su un’opera costosa e inutile come le casse?”. Ma ci sono sospetti anche sulle modalità di intervento. “Sia la legge Galasso del 1985 sia il decreto legge 180 del 1998 fissano le distanze cui ci si deve tenere dalle opere di difesa idraulica. Ma nel Piano di assetto idrogeologico, entrato in vigore solo nel 2004, dal lato di Latisana è stata determinata una fascia di pericolosità idraulica così macroscopicamente ristretta da essere praticamente senza alcun effetto urbanistico, mentre sul lato veneto questa fascia è pressoché in linea con la distanza prevista dalle succitate leggi”.

 

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