Piano escavazioni fiumi Cellina e Meduna
Abbiamo letto con grande scetticismo e incredulità l’articolo odierno del Messaggero Veneto sulla contrarietà di Legambiente relativa al piano di sghiaiamento dei fiumi Cellina e Meduna per 3 milioni di cubi.
Questa è la dimostrazione della poca credibilità goduta in Italia dai c.d. ambientalisti dalla popolazione, mentre in Germania ieri i Verdi hanno ottenuto il 12 % del consenso nelle elezioni nel Nordreno-Westafalia, una percentuale che qui neanche sogniamo, perché? Ovviamente non si può creare consenso contrastando le consuetudini popolari, fino a pochi anni fa le comunità locali prelevavano le sabbie e ghiaie dai fiumi per le loro costruzioni e così facendo aumentavano la capacità di ritenzione delle acque. Contrastare il presente progetto elaborato dell’emerito del Prof. D’Agostino ci pare pura follia. L’escavazione/rimozione inerti dal Cellina/Meduna, in un piano organico, non fa che raggiungere 3 scopi: 1) il predetto aumento di capacità idrica, 2) si evita il c.d. “riordino fondiario delle aree agricole e non ultimo le risorse addizionali dai diritti di prelievo.
Che i fiumi trasportino sabbie e ghiaie al mare è lapalissiano, a dimostrazione, ci riferiamo alle condizioni dei centri come Adria, Aquileia Ostia e Pisa, un tempo porti di mare ora ben lontani da esso, guarda caso questi centri sono in prossimità di fiumi che con l’apporto di litoidi li hanno, di fatto, allontanati dal mare. Auspichiamo che non si rifaccia l’errore del Ricorso al TAR verificato sulla Variante di Dignano, dove anche Legambiente ha preso una “bastonata”, per la sentenza avversa su tutti i punti e condanna delle spese.
Forse codeste associazioni ambientaliste pensano che i corsi d’acqua trasportino le pietre in montagna e che queste siano generate da tale attività! Non ci si deve quindi stupire se qualche Amministrazione sceglie i nostri esperti per formare le Commissioni edilizie integrate.
Da diverso tempo siamo un’associazione ONLUS di diritto ed ente giuridicamente riconosciuto dallo Stato. Con grande soddisfazione il prefetto di Pordenone ha elogiato i nostri lavori con il seguente termine: “l’encomiabile attività del sodalizio alla tutela ambientale”. A riprova della tutela dell’Ambiente e Cultura i Tribunali amministrativi e penali accolgono sempre le nostre richieste di costituzione di parte civile.
La nostra associazione dove coinvolta non sempre risponde con giudizi di contrarietà sulle problematiche ambientali, ma persegue empiricamente e con il buon senso nella ricerca di intese, come nel caso della Cimpello-Sequals_Gemona e/o Variante di Dignano, con le Amministrazioni pubbliche per “indirizzare” i progetti compatibilmente con l’ambiente già antropizzato, pertanto ben venga uno sghiaiamento controllato dei torrenti e fiumi, nel caso concreto riteniamo che 3 milioni di cubi siano un’inezia.
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