Salviamo il Tagliamento dalle casse e dalle Dighe
A seguito degli odierni comunicati letti sui giornali locali (PN e UD) riguardanti il Tagliamento, abbiamo l’opportunità di chiarire le nostre motivazioni di contrarietà sia alle casse d’espansione, sia a ogni sorta di sbarramento e/o diga a Pinzano. ACQUA da sempre è a favore di una “robusta” manutenzione dei fiumi, con prelievo degli inerti eccedenti; purtroppo non ci risulta ancora essere stato programmato un vero piano di manutenzione del fiume, malgrado la recente delibera dell’Autorità di Bacino di Venezia, pubblicata sulla Gazz. Uff. n° 145 del giugno 2011, dichiari la necessità di un prelievo di inerti di decine di milioni di Mc (come detto alla conferenza di San Daniele nel 2001)
Con buona pace del Sindaco di Latisana, Salvatore Benigno, (lo invitiamo a leggere lo studio del suo concittadino, Ivano De Marchi, insignito con la Coccarda d’Oro per meriti ambientali), invece di perorare una diga a Pinzano, progetto abbandonato 30 anni fa, in seguito la lotta della popolazione locale allo sbarramento. Quindi ad oggi è un idea politicamente improponibile.
Pochi forse sanno o sono informati, che sulla questione già nel 1970 la Commissione Ministeriale De Marchi evidenziò non poche perplessità sulla costruzione di manufatti nell’area, poiché ne aveva deliberato le difficoltà di realizzazione anche per l’enorme spessore della coltre alluvionale, 100 mt ca., esistente sul sito. La medesima Commissione De Marchi, aveva proposto, tra l’altro, anche la continuazione del Cavrato fino a monte di Latisana, idea abbandonata per i troppi costi e le difficoltà politiche dall’effetto N.I.M.B.Y.( le casse non erano nemmeno accennate).
Latisana deve comprendere che è ora di chiudere definitivamente il “casus belli”, quindi accettare le soluzioni definitive con l’applicazione degli studi commissionati e pagati, 5 miliardi nel 2000, dalla Regione 27 anni fa alla Serteco/Università di Udine, (le conclusioni, pubblicate per intero sul ns. sito www.acquaint.it sono già state depositate al Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche dal nostro l’Avv. M. G. Formentini, inoltre è ancora pendente una nostra petizione all’Europarlamento.
Da rimarcare che il Tagliamento, in tutti questi anni, non ha causato alcun pericolo, nonostante l’addizionale apporto di acqua del Corno, pertanto è verificata e confermata l’inutilità di tali opere; E’ doveroso evidenziare che cinque bacini di laminazione, a monte del Cellina e Meduna, non hanno evitato l’esondazione del Livenza e Noncello, eppure il Tagliamento negli ultimi anni, senza le casse di laminazione (fortunatamente proprio per questo) non ha causato pericoli, malgrado manchino ancora i lavori previsti dal modello fisico dello studio Serteco e Università di Udine di 27 anni fa !!!
Invece di opere faraoniche, sovente concepite a risolvere gli affari finanziari di pochi, è necessario fare una seria manutenzione dell’alveo del fiume; Ricordiamo che il fiume Tagliamento è attualmente studiato da numerose Università, non solo europee ma persino da Kyoto!!!.(per riportare alla “naturalità”, demolendo manufatti, altri fiumi già devastati)
Per quanto riguarda Latisana, già è stato fatto molto: la diaframmatura degli argini (ad un costo di parecchi milioni di Euro) e l’innalzamento del ponte ferroviario. Opere certamente necessarie per rendere più sicuro il territorio latisanese, territorio che non va solo protetto dalle acque, ma anche dall’urbanizzazione ed antropomorfizzazione indiscriminata.
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