Tagliamento, sit-in davanti alla Regione per dire no alle casse
La manifestazione promossa da Acqua ieri mattina a Udine Contrarietà pure alle alternative individuate dal Laboratorio
Una quarantina di persone capitanate dal presidente dell’associazione Acqua, Roberto Corai, si sono ritrovate ieri mattina di fronte al palazzo della Regione, a Udine, per manifestare il proprio dissenso contro le casse di espansione nel fiume Tagliamento e contro le alternative, su tutte la diga di Pinzano, che secondo indiscrezioni giunte all’orecchio degli ambientalisti sarebbero state vagliate nel corso degli ultimi mesi dall’omonimo Laboratorio.
Le conclusioni non sono ancora note, ma sembra che i lavori del Laboratorio siano ormai giunti alle battute conclusive, niente affatto positive dal punto di vista di Acqua che ieri, per questo, si è decisa a manifestare il suo dissenso. Con l’immancabile bara-cassa e poi con una sfilza di cartelli sollevati dai dimostranti: “No casse, no diga, sghiaiate i fiumi e non i campi”, “Basta edifici vicino ai fiumi, Sveglia Regione c’era la soluzione” e ancora “Laboratorio Tagliamento: che casse fate?”.
I vertici di Acqua precisano di non avercela con i politici e di credere nella buona fede dell’assessore regionale Elio De Anna, che mesi fa aveva voluto istituire un gruppo di tecnici per vagliare ipotesi alternative alle invise opere idrauliche da realizzare nel medio corso del fiume.
Ma le ipotesi passate al vaglio del Laboratorio hanno fatto riemergere veri e propri spettri in Val d’Arzino, come nel caso dello sbarramento di Pinzano, bloccato decenni fa soltanto grazie a una massiccia sollevazione popolare.
Al di là del sit-in di ieri mattina, Acqua ha chiesto un urgente incontro al presidente della Regione, Renzo Tondo, mentre ha già depositato un ricorso al Tribunale superiore delle acque di Venezia. L’associazione rimarca che «il Tagliamento, in tutti questi anni, non ha causato alcun pericolo, nonostante l’addizionale apporto di acqua del Corno, pertanto è verificata e confermata l’inutilità di opere faraoniche. E’ doveroso evidenziare che cinque bacini di laminazione, a monte del Cellina e Meduna, non hanno evitato l’esondazione del Livenza e Noncello, eppure il Tagliamento negli ultimi anni, senza le casse di laminazione (fortunatamente proprio per questo) non ha causato pericoli».
fonte: "messaggero veneto, 29 settembre 2011"
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